Il difficile rapporto genitori/ figli adolescenti

A cura della Dott.ssa Vera Cantavenera, Psicologa Clinica, Coordinatrice sede Agrigento PSP-Italia

Abstract

Adolescence is a complex and complicated phase that affects the entire family. Family balances change suddenly, and children definitively leave the world of childhood to enter a world of uncertainties and doubts. Parent figures are no longer the only reference model and become uncomfortable because they are perceived as controllers.

For these reasons, the relationship itself is called into question, and the task for parents of educating and managing children becomes increasingly difficult.

Conflict, therefore, is essential because only through conflict/challenge with parents can the adolescent lay the foundations for acquiring greater independence. Indeed, the conflict must be well managed to avoid degenerating into an endless clash that does not bode well.

In this regard, this examination will report a series of valuable strategies for parents to adequately deal with the daily challenges faced by adolescents and overcome and/or counteract conflicts to understand them or at least try to manage them better.

Riassunto

L’adolescenza viene considerata una fase molto complessa e complicata che investe di fatto, tutta la famiglia. Gli equilibri familiari cambiano in modo repentino e i ragazzi escono definitivamente dal mondo dell’infanzia, per entrare in un mondo di incertezze e dubbi, in cui le figure genitoriali non sono più unico modello di riferimento e diventano scomodi perché percepiti come controllori.

Per tali ragioni, la stessa relazione viene messa in discussione e il compito per i genitori di educare e gestire i ragazzi diventa sempre più arduo.

Il conflitto, dunque, è essenziale perché solo attraverso lo scontro/sfida con i genitori l’adolescente può gettare le basi per acquisire una maggior indipendenza. Certamente il conflitto va ben gestito se non si vuole degenerare in uno scontro senza fine che non promette nulla di buono.

A tal riguardo, in questa disamina si riporteranno una serie di strategie utili ai genitori per fronteggiare in maniera adeguata le sfide lanciate quotidianamente dagli adolescenti e superare e/o contrastare i conflitti al fine di comprenderli o lmeno cercare di gestirli meglio.

 

Genitori figli adolescenti

Introduzione

Con il termine Adolescenza che deriva dal latino adolescentia e dal verbo adolesco (crescere) si intende dire incominciare a crescere. Di fatto, con tale vocabolo si indica quel periodo di transizione tra l’infanzia e l’età adulta, scenario di cambiamenti radicali, sia fisici che psicologici.

Il corpo di un/a bambino/a diviene un corpo adulto capace di riproduzione e al contempo la mente si evole e si elaborano due tendenze opposte: quella che spinge verso l’indipendenza e l’acquisizione del ruolo di adulto e quella derivante dalla difficoltà a lasciare il mondo sicuro dell’infanzia e il ruolo di bambino/a.

A tal riguardo, l’adolescenza viene considerata una fase molto complessa e complicata che investe tutta la famiglia. Genitori e figli adolescenti devono affrontare e gestire questo periodo di transizione e di grandi trasformazioni.

Riuscire a superare la crisi vuol dire, per gli adolescenti, superare la confusione e l’ambivalenza tipiche di questa fase per poter dare spazio alla propria identità. Il tipo di relazione tra genitori/figli, di fatti, cambia radicalmente e, se da bambini le figure di riferimento venivano viste come forti ed onnipotenti, in adolescenza, i ragazzi iniziano a coglierne i limiti e le fragilità, creandosi dei propri genitori, una nuova immagine.

Gli equilibri familiari cambiano in modo repentino e i ragazzi escono definitivamente dal mondo dell’infanzia, per entrare in un mondo di incertezze e dubbi, in cui le figure genitoriali non sono più unico modello di riferimento e diventano scomodi perché percepiti come controllori. Per tali ragioni, la stessa relazione viene messa in discussione e il compito per i genitori di educare e gestire i ragazzi diventa sempre più arduo. Molto spesso quest’ultimi vengono bersagliati dagli attacchi dei ragazzi che mettendoli alla prova, ne testano il limite e i confini per raggiungere l’indipendenza e differenziasi. In questa eterna lotta tra appartenenza e differenziazione cui vengono a trovarsi i ragazzi, il genitore spesso si  sente destabilizzato e impotente. Tuttavia, è importante che lo stesso tenga a mente che tale fase è necessaria per permettere una maturazione ed una evoluzione personale del figlio adolescente. Infatti, i genitori, è solo mettendosi in discussione e definendo i limiti oltre cui per il ragazzo è possibile andare che permettono allo stesso di percepire fino a dove può arrivare. Gli adolescenti, di fatto, hanno un estremo bisogno di questo contenimento e, se questi limiti vengono posti in termini positivi, la regola verrà vissuta come protettiva, mentre se viene percepita come ingiusta e persecutoria, violarla diventerà un modo per affermare se stessi e definire il proprio potere. In questa disamina si analizzerà il delicato rapporto tra genitori e figli adolescenti e il come seppur a volte sbagliando ci si deve comportare di fronte agli attacchi dei figli.

E ancora, ci si soffermerà sull’importanza, come sempre, in ogni relazione, del dialogo e del confronto come strumento per crescere insieme.

 

Considerazioni

Durante la fase adolescenziale è quasi normale che i figli attacchino a volte  ingiustamente i propri genitori  e che si creino dei conflitti familiari non di poco conto.

Questa fase di ciclo di vita investe sia i genitori che devono imparare a ridimensionare l’immagine che hanno del proprio figlio, sia i ragazzi che cercano in tutti i modi di differenziarsi, trasgredendo per affermarsi. In questo difficile periodo di transizione per gli adolescenti, spetta proprio al genitore l’arduo compito di accogliere le fantasie e i sogni del proprio figlio, aiutandolo a rimanere coi piedi a terra e al contempo assecondandolo nel voler concretizzare le sue attitudini, comprendendolo e sostenendolo in esse.

In questa fase delicata, adolescenti e genitori devono necessariamente concedersi il “permesso di sbagliare”.

È difficile per un genitore accettare che il proprio figlio stia crescendo e quindi sia più autonomo e non abbia bisogno d’essere seguito in tutto e per tutto. Di fatto, è possibile che quest’ultimo non prenda coscienza che dovrà da questo tempo in poi assumere un atteggiamento meno protettivo e fare un passo indietro, permettendo allo stesso di sbagliare mentre esprime i suoi slanci di autonomia ed osservarlo con discrezione mentre compie le “prove di crescita”. Tuttavia è funzionale per entrambi, cioè sia per l’adolescente che per il genitore acquisire questo atteggiamento; ovvero sia quell’assunzione di consapevolezza da parte del genitore di apprendere un nuovo modo di stare vicino al figlio, iniziandosi a fidare e al contempo a comprendere che deve “farlo sbagliare” e, del figlio di percepire la fiducia da parte dei genitori iniziando a staccarsi e acquisendo maggiore capacità decisionale.

Il conflitto, dunque, è essenziale perché solo attraverso lo scontro/sfida con i genitori l’adolescente può gettare le basi per acquisire una maggior indipendenza.

Cinque sono i passaggi che creano nel ragazzo/a la crisi e il conflitto con i genitori ma che tuttavia sono funzionali allo stesso per diventare adulto e, nello specifico, sono:

  1. Separazione: passaggio in cui l’adolescente si allontana via via dai genitori sia fisicamente, ricavandosi di fatto più spazi personali e in casa che fuori, sia mettendo un confine psicologico tra sé e i genitori. Rispetto al periodo d’infanzia, cui legame è di dipendenza emotiva/affettiva ( ci si perde nelle confessioni e nelle coccole), gli adolescenti prediligono, in questo periodo, confidarsi più  con gli/le amici/che,  mettendo confini tra sé e la famiglia, soddisfando il bisogno di  appartenenza al gruppo dei pari.
  1. Esplorazione: passaggio fonte di conflitto con i genitori che reputando i propri figli ancora poco responsabili, devono necessariamente cercare di dargli fiducia, poiché l’adolescente in questa fase sente il bisogno estremo di esplorare appieno il mondo circostante per soddisfare la sua sete di conoscenza e percepire il suo potenziale ed i suoi limiti, potendosi via via differenziare dalla figura genitoriale per affermarsi e accrescersi.
  1. Differenziazione: passaggio utile, momento di forte conflittualità con i genitori per l’affermazione determinante e imponente della propria individualità. L’adolescente inizia a prendere consapevolezza delle proprie attitudini, preferenze, valori personali ed orientamento sessuale.
  1. Opposizione: passaggio delicato e di estrema importanza che investe tutta la famiglia sul piano dei valori trasmessi e condivisi sinora dai genitori e acquisiti ed espletati dall’adolescente. Quest’ultimo nell’affermare ciò che egli/ella ha scoperto di essere entra in contrasto con i parametri ed i valori familiari.
  1. Assunzione di responsabilità: passaggio che genera conflitto con i genitori sul piano delle aspettative. I genitori idealizzano il proprio figlio richiedendogli maggiore impegno nell’assunzione di responsabilità a casa e a scuola. Tuttavia, la posizione dell’adolescente su questo fronte è ben diversa. Di fatto, assumersi delle responsabilità personali per i ragazzi è più semplice, di contro, invece, si mostrano inevitabilmente meno disponibili, rispetto alle richieste della famiglia.

Di fronte a questo cambio di rotta difficile da gestire, i genitori si trovano disorientati e spesso si sentono impotenti, mentre i figli appongono sempre più distanze e assumono un atteggiamento sempre più irriverente e aggressivo nei loro riguardi.

Tale ribellione è fondamentale e necessaria per lo sviluppo della personalità e la formazione dell’identità del giovane adolescente. In questo particolare fase di ciclo di vita per l’adolescente, tutto il sistema familiare viene ad essere rimodulato. I genitori come sinora asserito,  vivono momenti in cui sono sopraffatti da un sentimento profuso d’ansia, agitazione e sofferenza: sono preoccupati di non sapere come gestire i propri figli e aiutarli nelle difficoltà e al contempo arrabbiati, perché, proprio gli stessi, per la maggioranza considerano i loro interventi inutili e indesiderati.

Nella mente del genitore si insinua un tarlo: la necessità di capire cosa sta accadendo al proprio figlio e come poter gestire al meglio tali dinamiche e atteggiamenti. Nasce così,  il desiderio di confrontarsi con altri e mettere in campo strategie funzionali per fronteggiare al meglio le difficoltà che provocano sofferenza e disequilibrio alla loro prole. Molte famiglie, iniziano a interrogarsi su come e cosa fare per riuscire a trovare un nuovo equilibrio, un punto di intesa, di contatto e di vicinanza affettiva.

Al contempo, molti fra i genitori ricercano strumenti utili da poter mettere in campo e strategie a cui  ricorrere per poter affrontare al meglio le situazioni conflittuali con i propri figli adolescenti.

 

Conclusione

Indubbiamente esistono delle strategie utili ai genitori per fronteggiare in maniera adeguata le sfide lanciate quotidianamente dagli adolescenti e superare e/o contrastare i conflitti, al fine di comprenderli o almeno cercare di gestirli meglio.

In questa disamina verranno presentate alcune modalità d’azione utili ai genitori per contrastare i figli adolescenti che molto spesso sono irriverenti con le figure genitoriali.

Per prima cosa sarebbe opportuno al fine di evitare conflitti accesi modificare la qualità della comunicazione in famiglia. Un aspetto fondamentale e fondante nel dialogo familiare è di fatto, l’ascolto e conseguentemente l’utilizzo di un linguaggio che non stimoli posizioni difensive e/o aggressive da parte di nessuno dei membri.

Ecco, sulla base di quanto detto bisognerebbe che i genitori ricercassero momenti di dialogo e confronto, piuttosto che assumere un atteggiamento di sfida o accusatorio. Pertanto,  sarebbe opportuno che gli stessi evitassero di parlare di argomenti “tabù”,  quali ad esempio la scuola o i problemi che creano e, apponessero in evidenza, dapprima, i comportamenti corretti per far sentire i loro figli accettati per quello che sono, per poi, evidenziare quelli sbagliati.

In tal modo, certamente, sarebbe più semplice costruire un rapporto di fiducia e di stima reciproca che porti anche ad accogliere e accettare maggiormente limiti, confini e regole fondamentali nella crescita dei figli. 

Per fare ciò, bisogna che i genitori non si impongano con regole perentorie, ma bensì creino momenti di coesione e compromesso.

Ai genitori infatti, spetta l’arduo compito in una discussione di monitorare il livello di tensione al fine di evitare un’escalation di stress e rabbia. E solo,  poi, riprendere il dialogo, quando gli animi si saranno placati e tutti saranno più  disponibili a discutere usando un linguaggio rispettoso e costruttivo. Ciò, indubbiamente eviterà che la discussione si trasformi in violenza verbale e/o fisica a causa della rabbia e della frustrazione.

È  opportuno sottolineare che in uno scontro ciò ch’è importante è il saper gestire l’emotività e solo poi, si potrà  focalizzare l’attenzione sul nucleo della discussione e cercare un punto di accordo.

Di fatto, ciascun membro della famiglia deve assumersi la responsabilità di monitorare e gestire il proprio stato emotivo. Se in famiglia qualcuno tra genitori e figli avverte di stare per perdere il controllo emotivo è necessario che lo dichiari in tempo in maniera tale da fermarsi ed evitare che la situazione degeneri fino a sconfinare e si aspetti un momento migliore per potersi ri-confrontare in modo pacifico nel rispetto delle parti e dei ruoli. Un’unica regola dovrebbe di fatto vigere all’interno di qualsivoglia nucleo familiare, cioè quella di garantire la sicurezza di tutti i membri. Nello specifico, il conflitto non dovrebbe mai essere una scusa per danneggiare qualcuno (né emotivamente, né fisicamente). Se il conflitto, tra genitori e figli adolescenti è plausibile, la violenza no e, dev’essere in tutti  i modi scoraggiata, in primis dai genitori. Spesso a mediare negli scontri familiari sono le madri, perché più comprensive, rispetto ai padri. Gli uomini infatti, per cultura sono più competitivi e hanno bisogno di prevaricare e vincere nelle discussioni, a differenza delle donne che culturalmente sono più portate ad accudire la prole e a difenderla. Per tale motivo, i padri rispetto alle madri, hanno bisogno di lavorare maggiormente sulla loro capacità di saper ascoltare ciò che il/la proprio/a figlio/a ha da dire. Inoltre, è comune che i figli/o sappiano avere rispetto ai genitori una maggiore capacità di tollerare il conflitto. Tutto  questo, perché generalmente l’adolescente ha bisogno di affermare il suo Ego e dimostrare d’esser grande al pari dell’adulto. Di fatto, quasi sempre i figli se ne escono dalle discussioni, anche quando hanno torto, più forti e fieri di prima, proprio perché hanno comunque tenuto testa al genitore. Di contro, il genitore ne esce sempre scofitto, sia perché  non ha guadagnato nulla, personalmente, sia perché  comunque ha investito energie spiacevoli in un conflitto che non ha generato nulla di buono.

Ad ogni modo,  è bene sottolineare che tutto questo “ambaradan” è normale in questa fase di crescita per l’adolescente che combatte per affermare la sua libertà, intanto che,  i genitori per qualche annetto,  si troveranno a fare i conti con stress e ansia e saranno esausti.

Infine, volendo concludere è bene sottolineare come già accennato precedentemente ch’è solo attraverso l’ascolto e il dialogo che si può giungere ad una mediazione senza generare uno scontro violento. Pur tuttavia, quando i genitori non riescono a dialogare con i propri figli e non trovano altra soluzione che lasciar stare o ” venir alle mani”,  diviene di fondamentale importanza valutare la necessità di ricorrere all’aiuto e al supporto di uno specialista che, valuterà il caso e attiverà un percorso psicologico finalizzato a sostenere tutta la famiglia. Nello specifico, lo psicologo potrà aiutare

l’adolescente ad affrontare l’uscita dall’infanzia e l’ingresso nel mondo adulto con una maggiore conoscenza di sé e una maggiore sicurezza in se stesso. Inoltre, un bravo specialista sarà  in grado di aiutare il genitore a superare, senza che incameri troppa rabbia o si senta in colpa, il senso d’impotenza per non aver saputo aiutare il proprio figlio e al contempo l’ansia generata dalla frustrazione che lo stesso abbia deluso ogni sua aspettativa.

Bisogna tenere sempre bene a mente che la fase adolescenziale è per i figli un periodo delicato in cui hanno un estremo bisogno di sentirsi accettati per quello che sono e di essere riconosciuti nel modo di essere e di esprimersi. È necessario dunque che i genitori prestino maggiore ascolto e mostrino loro, vicinanza.

Poiché è solo se si riesce a creare la giusta sintonia tra i due “differenti canali” di comunicazione, uno imperante ( quello genitoriale) e l’altro oppositivo ( quello della prole) che l’adolescenza potrebbe rappresentare, non più un problema generativo di conflitti ma, un’occasione di grande maturazione e arricchimento per tutta la  famiglia.

Questo periodo di transizione potrebbe divenire di fatto, un processo di interscambio generazionale e quindi un momento di crescita che, seppur difficile, permetterà di gettare le basi per una relazione salda e serena.

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Dott.ssa Vera Cantavenera, Pronto Soccorso Psicologico Italia